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Fermi e i computer 1953 Fermi ha ormai raggiunto un enorme prestigio nella comunità dei
_ fisici mericani: all'inizio di quest'anno viene eletto presidente dell' Ame-
rican Physical Society. I suoi interessi nel campo dell'astrofisica sono accolti con
grande favore dagli astrofisici e gli viene chiesto di tenere una importante
conferenza per l'American Astronomical Society nella quale coglie l'occasione per
riesaminare le sue precedenti idee sull'origine dei raggi cosmici alla luce dei
successivi sviluppi delle conoscenze sull'intensità e il comportamento dei campi
magnetici (Galactic Magnetic Fields and the Origin ,of Cosmic Radiation [Campi
magnetici galattici e l'origine dei raggi cosmici]). E il primo "non astronomo"
a meritare questo onore, di cui è particolarmente orgoglioso. Fermi fa un ultimo
esperimento sullo scattering dei pioni; ha bisogno di più dati per l'analisi che
vuole fare durante l'estate a Los Alamos e scrive l'ultimo articolo della sua vita
di argomento sperimentale: Scattering of Negative Pions by Hydrogen [Diffusione
di pioni negativi in idrogeno]. L'estate successiva scrive, insieme a Metropolis
e a E. F. Alei, Phase Shift Analysis of the Scattering of Negative Pions by Hydrogen
[Analisi in fase della diffusione di pioni negativi in idrogeno].
Questo metodo di analisi dei dati nel seguito diviene il metodo standard di elabo-
razione dei dati sperimentali per tutti i problemi di questo tipo. Libero dal lavoro
sperimentale Enrico Fermi considera la possibilità di lavorare insieme a
Chandrasekhar su problemi di interesse astrofisico, in qualche modo correlati ai
suoi precedenti interessi sull'origine dei raggi cosmici. La collaborazione con
Chandrasekhar nasce in parte dal carattere dell'Institute ofNuclear Studies che
cerca di estendere il ventaglio degli argomenti di interesse a campi diversi dalla
fisica delle alte energie e delle particelle elementari. Fermi si adopera per incorag-
giare e sostenere questa tendenza. Nell'articolo Magnetic Fields in SpiralArms
[Campi magnetici nei bracci di spirale] Fermi e Chandrasekhar fanno una stima
del campo magnetico nei bracci di una galassia a spirale. Nel corso degli anni
1952-1953 Fermi e Chandrasekhar discutono regolarmente di astrofisica; il tutto
confluisce in uno studio esteso della stabilità gravitazionale in presenza di un
campo magnetico (Problems ofGravitational Stability in the Presence of a Magnetic
Field [Problemi di stabilità gravitazionale in presenza di un campo magnetico]).
Quest'ultimo lavoro dimostra, in qualche modo, la disponibilità di Fermi a risol-
vere qualsiasi tipo di problema fisico. Secondo la testimonianza dello stesso
Chandrasekhar, la maggior parte dei problemi considerati derivano da suggeri-
menti di Fermi. Gli anni del dopoguerra vedono una enorme crescita di interesse
nei confronti della magnetoidrodinamica, un campo di ricerca in cui le difficoltà
nascono principalmente dalla complicazione di visualizzare le opposte tendenze
alle quali è soggetto un fluido conduttore in moto in presenza di un campo
magnetico. È naturale che Fermi consideri una sfida la comprensione fisica di
questo tipo di fenomeni che certamente deve averlo affascinato; d'altra parte era
Enrico Fermi e la sua moglie stato il primo a capire l'importanza dei campi magnetici per la struttura e l'evolu-
Laura Capon
zione di una galassia.
Nell'estate del 1952, durante una delle sue frequenti visite a Los Alamos, Fermi
discute con il matematico Stanislaw Ulam il tipo di problemi che nel futuro si
sarebbero potuti studiare per mezzo dei computer sfruttando ne le potenzialità in
via di sviluppo. Insieme decidono di fare una selezione di problemi da risolvere
euristicamente per mezzo del computer nel tentativo di capire le proprietà delle
180 L'opera scientifica di Enrico Fermi Luisa Bonolis

